LA PRO SESTO S’IMPONE SULLA CARONNESE WOMEN

Secco 5-0 sulle rossoblù, al primo stop di campionato

L’undici rossoblù in azione

La quarta giornata di campionato femminile di Serie C, ha visto la Pro Sesto imporsi con un netto 5-0 sulla Caronnese, in una gara dominata dalle padrone di casa ma con sprazzi di orgoglio da parte delle rossoblù.

Giornata difficile per la Caronnese Women che, nella quarta giornata del campionato di Serie C femminile, cade in trasferta contro una Pro Sesto concreta e cinica. Il match, fin dalle prime battute, si è messo in salita per le rossoblù, costrette a rincorrere fin dall’8′ dopo il gol di Dell’Acqua su un traversone che ha sorpreso tutta la retroguardia ospite.

Nonostante la partenza arrembante della Pro Sesto – ben 3 angoli nei primi 7 minuti – la Caronnese ha provato a reagire con un paio di buone occasioni capitate a Bufano e Barbini ma senza trovare il guizzo vincente. Al 17′ arriva il raddoppio delle padrone di casa con Accoliti, che in diagonale firma il 2-0. La stessa Accoliti sfiora il tris un minuto dopo, ma Mazzon è bravissima in uscita a evitare la rete.

La Caronnese cresce nella seconda metà del primo tempo: ci provano più volte Barbini, Abati, Codecà e Pellegrinelli ma il portiere Selmi si conferma in giornata di grazia, salvando in più occasioni il risultato. Mazzon, dal canto suo, si oppone bene al 44’ con una parata in tuffo su Barbuiani.

Nel secondo tempo la Pro Sesto riparte forte e, dopo alcuni tentativi ben parati da Mazzon, trova il terzo gol all’11’ con Barbuiani. Il poker arriva al 22′ con Bertuetti. La Caronnese, pur tentando una reazione con Abati e Codecà, non riesce a sfondare il muro difensivo delle padrone di casa. Nel recupero, è ancora Accoliti a siglare con la doppietta personale il definitivo 5-0.

Il risultato premia la maggiore lucidità e cattiveria sotto porta della Pro Sesto ma la Caronnese, nonostante il punteggio ha costruito diverse occasioni, trovando però sulla sua strada una Selmi in stato di grazia.

Fabrizio Volontè per SC Caronnese

Grazie ad Antonio Luongo del contributo

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