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LA CARONNESE WOMEN CELEBRA LA FESTA DELLA DONNA CON UNA CERIMONIA SENTITA E PARTECIPATA

Il Sindaco Marco Giudici e il Presidente delle Women Riccardo Gioia guidano un momento di unità e riconoscenza Oggi 8 marzo, allo stadio di Caronno Pertusella, è andata in scena una di quelle giornate che non si limitano a riempire un calendario: lo trasformano. La Festa della Donna, celebrata sulle tribune e in campo, ha assunto la forma di un racconto collettivo, fatto di gesti semplici ma profondi, di sguardi condivisi, di un senso di comunità che si è percepito in ogni momento. Fin dall’apertura dei cancelli si avvertiva un’atmosfera diversa. I cartoncini gialli passavano di mano in mano con una cura quasi rituale, come se ognuno sapesse che quel piccolo oggetto avrebbe avuto un ruolo importante. Quando la speaker ha invitato il pubblico ad alzarli, la tribuna si è trasformata in un’unica voce silenziosa ma potentissima: un mare giallo che parlava di rispetto, di attenzione, di presenza. Lo striscione “RISPETTO. SEMPRE.” si è aperto davanti a un pubblico che non stava solo assistendo, ma partecipando. In quel momento, il calcio ha lasciato spazio a qualcosa di più grande: un messaggio condiviso, un valore che unisce. Le squadre sono entrate con un fiore, un gesto semplice ma carico di significato. Il settore giovanile ha portato freschezza e continuità, ricordando che il rispetto si costruisce anche attraverso l’esempio che gli adulti offrono ai più giovani. La cerimonia ha seguito la scaletta con naturalezza, ma ciò che ha davvero dato forza all’iniziativa è stato il modo in cui ogni elemento si è intrecciato con gli altri: le voci, i colori, i simboli, la partecipazione. Il Sindaco di Caronno Pertusella, Marco Giudici, ha portato un messaggio sobrio e sentito, sottolineando il ruolo delle istituzioni nel promuovere una cultura del rispetto e della tutela dei diritti. Le sue parole hanno trovato eco nell’intervento dell’avvocato Riccardo Gioia, Presidente della Caronnese Women, che ha ricordato quanto il contributo delle donne sia fondamentale nella vita del club e della comunità sportiva. Due interventi brevi, ma capaci di dare profondità al momento, intrecciando sport, territorio e responsabilità condivisa. La foto finale a centrocampo ha raccolto in un’unica immagine tutto ciò che la giornata ha rappresentato: la vicinanza tra società, istituzioni, tifosi, volontari, giocatrici e giovani. Non un semplice scatto, ma la testimonianza di un impegno che non si esaurisce con la cerimonia. Perché il rispetto non è un tema da ricordare una volta all’anno: è un modo di vivere il calcio, la comunità, le relazioni. La Festa della Donna di oggi non è stata solo celebrata: è stata vissuta. È stata un patto silenzioso ma forte, firmato da tutti con la propria presenza. Un patto che la Caronnese e la città di Caronno Pertusella portano avanti insieme. Uno speciale ringraziamento a Perfetti Van Melle che ha partecipato all’iniziativa con una speciale activation del brand Goleador. RISPETTO. SEMPRE. Grazie ad Antonio Luongo del contributo Fabrizio Volontè e Fabio Donolato (Ufficio Stampa Caronnese Women) IL PHOTO REPORT DELLA PARTITA

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CARONNESE–LESMO: UNA PARTITA INTENSA NEL GIORNO DELLA FESTA DELLA DONNA

Una gara viva, ricca di emozioni e occasioni, giocata in un clima speciale grazie alla celebrazione sulle tribune e in campo La diciassettesima giornata del Campionato di Serie C femminile, girone A, non è stata una partita come le altre. Lo stadio era ancora avvolto dall’eco della celebrazione della Festa della Donna, vissuta poco prima tra tribune e campo, quando la comunità si era raccolta attorno ai valori del rispetto e della partecipazione. Dentro questo scenario, Caronnese e Lesmo hanno dato vita a una gara vibrante, aperta, ricca di episodi e di emozioni. La partita si accende subito: dopo appena un minuto Bufano mette dentro un cross che dà il tono all’approccio rossoblù. Il Lesmo risponde con un angolo al 3’, poi con un colpo di testa di Butto e un tiro di Vicini. La Caronnese replica con Pellegrinelli, che al 10’ sfiora la porta. Il primo lampo vero arriva al 12’: Marini ruba palla con determinazione, serve Codecà che anticipa l’uscita di Gilardi e firma l’1–0. È un gol costruito con fame e lucidità. La Caronnese continua a spingere: Marini e Abati dialogano, Pellegrinelli inventa, Codecà corre e crea. Al 27’ arriva l’occasione più clamorosa: lancio perfetto, accelerazione devastante, tiro a botta sicura… e una traversa che trema ancora. Il calcio, però, vive di dettagli. Al 22’ un rimpallo sfortunato favorisce Bruno, che pareggia. Al 31’ Galbusera trasforma un rigore e porta il Lesmo avanti. Due episodi, due gol, e la partita cambia volto. La Caronnese non arretra: Codecà sfiora il pari al 36’, Schianta tiene in piedi la squadra con una grande parata al 38’. Ma il primo tempo si chiude 1–2. La Caronnese riparte nella ripresa con due cambi e subito un tentativo di Filice, respinto dalla difesa. Il Lesmo però trova il terzo gol al 57’: un cross dalla sinistra inganna la retroguardia rossoblù e si trasforma in un’autorete. La squadra di casa prova a reagire, ma al 70’ arriva il quarto gol ospite: Butto si inserisce in profondità, supera il portiere e segna a porta vuota. Al 73’ Barbini inventa un filtrante perfetto, Codecà scatta nello spazio e batte Gilardi per il 2–4. È il gol che riaccende la partita e il pubblico. La Caronnese ci crede: Pellegrinelli tenta un pallonetto, Diefenthaeler sfiora il gol di testa, Codecà all’85’ si libera in mezzo a due avversarie e calcia fuori di un soffio. È un finale generoso, intenso, coraggioso. Ma il pallone non entra più. Dopo quattro minuti di recupero, arriva il fischio finale. Il 2–4 racconta una sconfitta, ma non racconta tutto. La Caronnese ha creato molto, ha colpito una traversa, ha avuto occasioni nitide, ha mostrato carattere e qualità. Il Lesmo è stato più cinico, più preciso nei momenti chiave. In una giornata già carica di significato, la squadra ha mostrato un impegno che va oltre il punteggio. E questo, per chi c’era, è ciò che rimane davvero. Formazioni:Caronnese: Schianta, Gola, Dubini, Gino, Bufano, Badiali, Manea, Marini, Codecà, Pellegrinelli, Abati.A disposizione: Mazzon, Mombelli, Diefenthaeleler, Lozza, Barbini, Filice, Girolamo. Lesmo: Gilardi, Vicini, Brivio, Caspani, Galbusera, Redaelli, Ferraro, Castelli, Bruno, Gatti, Butto,A disposizione: Martinelli, Randazzo, Bonsi, Malacrida, Serio, Riffaldi, Ostini, Tartaglia, Tagliabue. Arbitro: Dario Nigro di SaronnoAssistenti: Andrea Crespi di Busto Arsizio, Morgan Pietro Daniel Mara Reti: 12’ Codecà, 22’ Bruno, 31’ Galbusera (rig.) 57 Bufano (aut.) 70’ Butto, 73’ Codecà Fabrizio Volontè per Caronnese Women Grazie ad Antonio Luongo del contributo IL PHOTO REPORT DELLA PARTITA

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LA CARONNESE WOMEN FESTEGGIA LA FESTA DELLA DONNA CON UNA DOMENICA SPECIALE: SIETE TUTTI INVITATI, L’INGRESSO E’ OMAGGIO

L’8 marzo appuntamento dalle 14 in poi allo stadio di Corso della Vittoria di Caronno Pertusella con la partita Caronnese Women-Lesmo e tante sorprese La Caronnese celebra la giornata internazionale della donna con lo sport che amiamo più di qualunque altro: il calcio, con la sfida valida per il campionato di Serie C femminile tra Caronnese Women e Lesmo e con molto altro ancora, sotto l’egida del patrocinio del Comune di Caronno Pertusella. Dalle 14 in poi e prima dell’inizio della sfida si terrà una “cerimonia di apertura” guidata dal Sindaco di Caronno Pertusella Marco Giudici e dal Presidente della Caronnese Women Riccardo Gioia. E’ previsto quindi l’ingresso in campo di un simbolo speciale che accompagnerà le squadre sul terreno di gioco. Le giocatrici mostreranno uno striscione con un messaggio speciale: “Rispetto. Sempre. Il rispetto è il nostro valore più importante”. Sarà letto anche un messaggio per la festa della donna e le squadre scatteranno una foto di gruppo prima del fischio d’inizio della sfida. La partita Caronnese Women – Lesmo inizierà puntuale alle 14.30, l’ingresso è gratuito. Siamo tutti invitati a partecipare a questo evento simbolico ma pieno di significati per la Caronnese. da sempre attenta ai temi dell’inclusione: celebreremo le conquiste sociali, economiche e politiche delle donne, ricordando al contempo le discriminazioni e le disuguaglianze ancora esistenti. L’appuntamento è da non perdere: sarà una domenica pomeriggio fantastica! Fabio Donolato e Fabrizio Volontè per SC Caronnese

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PAREGGIO AD OCCHIALI TRA REAL MEDA E CARONNESE WOMEN

Sul campo duro nasce una battaglia: Real Meda e Caronnese si sfidano senza paura, ma nessuna cade Novanta minuti di intensità, coraggio e duelli a tutto campo: Ripamonti e Mazzon ergono muri invalicabili, le due squadre si affrontano come in un romanzo epico di resistenza e volontà, e lo 0-0 diventa il simbolo di una sfida che ha messo alla prova identità, orgoglio e struttura tattica di entrambe. La sedicesima giornata del campionato di Serie C femminile consegna uno 0-0 intenso e combattuto tra Real Meda e Caronnese Women, andato in scena al Comunale “Città di Meda” in un pomeriggio che ha messo alla prova tecnica e resistenza delle giocatrici. Il terreno duro e i palloni poco pressurizzati hanno reso ogni controllo un’incognita, ma non hanno tolto ritmo e coraggio a una sfida che ha vissuto di continui capovolgimenti e di due portieri in stato di grazia. La cronaca Primo tempo La partita si accende subito: dopo appena due minuti Codecà prova a sorprendere la retroguardia bianconera, ma Ripamonti legge l’azione e chiude in uscita. La risposta del Real Meda è immediata, con Mazzon che replica la stessa prontezza dall’altra parte. Le padrone di casa provano a prendere il controllo del gioco, costruendo una serie di conclusioni che però non trovano fortuna: Scaramuzzi alza troppo la mira, poi due tentativi ravvicinati vengono neutralizzati da una Mazzon sempre più sicura. La Caronnese risponde con una delle occasioni più nitide del match: al 12’, Codecà si presenta davanti a Ripamonti ma non riesce a superarla, complice la chiusura perfetta del portiere del Real Meda. La gara resta aperta, intensa, con Pellegrinelli che prova a dare ordine e profondità alle ospiti e Raimondo che replica con iniziative dalla distanza. L’azione più bella arriva al 32’: apertura millimetrica di Pellegrinelli per Codecà, che però perde il tempo e permette a Ripamonti di intervenire ancora una volta in anticipo. Il primo tempo si chiude senza recupero, con la sensazione che il gol possa arrivare da un momento all’altro. Secondo tempo Riparte con il Real Meda subito pericoloso: Scaramuzzi e Raimondo impegnano Mazzon nel giro di un minuto, ma il portiere rossoblù risponde presente. La Caronnese cresce e al 59’ costruisce una doppia occasione clamorosa: Pellegrinelli calcia forte, Ripamonti respinge; Diefenthaeler raccoglie e serve ancora Pellegrinelli, che conclude di nuovo trovando la deviazione in angolo del portiere bianconero. Sul corner successivo, Badiali fa da torre per Dubini, che tenta una semi-rovesciata bella ma troppo debole per impensierire Ripamonti. Il Real Meda torna a farsi vedere con Mussano, poi al 66’ sfiora il vantaggio su punizione: tiro forte e angolato, Mazzon si allunga e devia in corner con un intervento da copertina. È il simbolo della sua partita, attenta e decisiva. La Caronnese inserisce forze fresche con Marini e Girolamo, che al 76’ mette una punizione precisa per la testa di Dubini: palla fuori di poco. È l’ultimo vero brivido di un match che negli ultimi minuti vive di tentativi sporadici e tanta attenzione difensiva. Il direttore di gara concede tre minuti di recupero, ma il risultato non cambia: 0-0. Un pareggio che fotografa l’equilibrio. Il Real Meda ha tirato di più, la Caronnese ha avuto le occasioni più nitide. Le due squadre hanno giocato con coraggio, senza mai rinunciare a cercare il gol, ma si sono scontrate contro due portieri in grande giornata e contro un terreno che ha reso ogni giocata più complicata del previsto. Il pareggio è il risultato più fedele a quanto visto: una partita vera, intensa, combattuta, in cui è mancato solo il dettaglio capace di spostare l’inerzia. Formazioni:Real Meda: Ripamonti, Mariani, Raimondo, Molteni, Ragone, Mugnaini, Pecce, Vergani. Roma, Campisi, ScaramuzziA disposizione: Annoni, Tonali, Barrile, Razza, Manco, Turati, Lucchese, Mussano, Roventi. Caronnese Women: Mazzon, Dubini, Diefenthaeler, Barbini, Gino, Badiali, Manea, Abati, Codecà Pellegrinelli, Filice.A disposizione: Schianta Gola, Bufano, Mombelli, Lozza, Girolamo Marini. Arbitro: Riccardo Monolo di LegnanoAssistenti: Nicolò Longoni di Seregno e Fabio Marco Casiraghi di Seregno Perché è finita 0-0: lettura tattica conclusiva Tre fattori hanno impedito che la partita si sbloccasse: Portieri in stato di grazia: Mazzon e Ripamonti hanno neutralizzato tutte le occasioni nitide, leggendo bene profondità e rimbalzi. Difese compatte e disciplinate: nessuna delle due squadre ha concesso spazi centrali puliti. Condizioni di gioco penalizzanti: campo duro e palloni sgonfi hanno ridotto la qualità tecnica, favorendo le difese e rendendo più difficile costruire azioni manovrate. Il Real Meda ha prodotto più volume offensivo, la Caronnese ha creato le occasioni più pericolose. L’equilibrio finale è la sintesi perfetta dei due piani gara: diversi, ma entrambi efficaci. L’analisi tattica completa di Real Meda – Caronnese Women 0-0 mette in luce una partita molto più complessa di quanto dica il risultato. Le due squadre hanno costruito un confronto fatto di scelte strategiche precise, adattamenti continui, gestione degli spazi e letture individuali di alto livello, condizionate da un contesto tecnico difficile: campo duro, rimbalzi imprevedibili, palloni poco pressurizzati. Tutti elementi che hanno spinto entrambe le formazioni verso un calcio più verticale, più fisico, meno associativo. Real Meda: baricentro alto, pressione immediata, ricerca della seconda pallaIl Real Meda ha impostato la gara con un atteggiamento propositivo, costruendo una struttura che puntava a: occupare stabilmente la metà campo avversaria;pressare subito dopo la perdita del possesso per impedire ripartenze pulite;attaccare con tanti giocatori la zona di rifinitura, anche a costo di perdere equilibrio;concludere spesso da fuori, scelta obbligata dalla difficoltà nel fraseggio. La squadra di casa ha cercato di creare volume offensivo più che occasioni nitide, affidandosi a:tiri dalla distanza (Scaramuzzi, Raimondo, Mussano);palle inattive battute con forza verso l’area;attacchi sugli esterni per generare cross o rimbalzi favorevoli. Caronnese Women: blocco compatto, transizioni rapide, verticalità immediataLa Caronnese ha scelto un piano gara più reattivo, basato su:linee corte e densità centrale, per togliere spazio tra le linee al Real Meda;verticalizzazioni immediate verso Codecà, riferimento per attaccare la profondità;Pellegrinelli come regista avanzata, capace di dare qualità alle transizioni;gestione intelligente delle palle inattive, con schemi e movimenti coordinati. La Caronnese Women, ha accettato di lasciare più campo al

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IL GIORNO DELLE OCCASIONI SOSPESE

La Caronnese costruisce, lotta, sfiora il gol più volte, ma la Pro Sesto trova la via della rete e lascia alle rossoblù solo il ronzio dolce-amaro di ciò che poteva essere Campionato Femminile – Serie C, Girone A – 15ª giornataCaronnese Women – Pro Sesto Primo tempo La partita si accende subito: al 3’ Arosio prova un tiro-cross che sorvola la traversa, un primo brivido che rompe l’equilibrio.All’11’ la Caronnese costruisce la sua prima vera occasione: Abati trova Manea nell’area piccola, ma il tocco verso il centro non trova compagne pronte a colpire. È un lampo che accende il pubblico. Un minuto dopo, Dell’Acqua cerca la sorpresa con un tiro-cross, poi al 13’ Barbini tenta la conclusione, troppo debole per impensierire Selmi.La Pro Sesto risponde con Gentile al 14’: destro alto, ma l’intenzione è chiara. Al 18’ le ospiti sfiorano il vantaggio: sul primo angolo, il colpo di testa di Ciocca finisce alto di poco.La Caronnese soffre ma resta compatta, e al 27’ Mazzon blocca sicura il tiro di Gentile. Nel finale di tempo le rossoblù provano a riaffacciarsi: al 44’ Barbini calcia, ma senza forza.Al 45’ arriva il primo angolo Caronnese, mentre al 46’ Barbuiani chiude la frazione con un destro potente che termina alto.Si va al riposo sullo 0-0, con la sensazione che la partita possa cambiare da un momento all’altro. Secondo tempo La Caronnese rientra con un’altra energia: dopo pochi secondi Codecà calcia dal limite e Selmi respinge in modo fortunoso. È un segnale forte.Ma al 47’ arriva la doccia fredda: punizione battuta da Selmi, la palla arriva a Barbuiani che sorprende tutti con un tiro improvviso sotto la traversa. Pro Sesto avanti. Le rossoblù accusano il colpo ma restano in partita. Al 53’ Gentile calcia una punizione potente, alta.Al 56’ entra Diefenthaeler per dare nuova spinta. La Pro Sesto però è cinica: al 64’ Bertuetti riceve, salta l’avversaria con un dribbling secco e piazza il pallone nell’angolino basso. È 0-2, una montagna da scalare. La Caronnese non molla: al 71’ doppio cambio, dentro Filice e Girolamo per aumentare ritmo e freschezza.Mazzon tiene vive le speranze con due parate su Gentile (73’) e Barbuiani (74’). Poi, al 79’, arriva l’occasione che potrebbe riaprire tutto: punizione di Pellegrinelli, Selmi respinge; sulla ribattuta calcia Diefenthaeler, poi Codecà, ma la palla non vuole entrare. È il momento più intenso della partita, quello che lascia il fiato sospeso. All’81’ un’altra chance enorme: Codecà supera Selmi e calcia verso la porta, ma un difensore salva sulla linea.La Caronnese ci crede, spinge, lotta.All’84’ Barbini mette un cross splendido, ma nessuna riesce a deviare in rete. Gli ultimi minuti scorrono tra cambi e tentativi generosi, fino al 93’, quando l’arbitro fischia la fine. La Pro Sesto vince, ma la Caronnese esce dal campo con la testa alta, dopo una partita combattuta fino all’ultimo respiro. Formazioni:Caronnese Women: Mazzon, Gola,(56′ Diefenthaeler) Dubini, Gino, Badiali, Manea,(71’Filice) Abati, Marini,(71’Girolamo) Codecà, Pellegrinelli, Barbini.A disposizione: Schianta, Mombelli, Girolamo, Bufano, Diefenthaeler, Lozza. Filice.Allenatore: Marsich Pro Sesto: Selmi, Dell’Acqua, Arrigoni, Gentile, Ciocca, Pasquali, Bertuetti, (75′ Mariani) Barbuiani,(87′ Marino) Ronchetti, Arosio, Riva, Caravetta. (83′ Frau)A disposizione: Piombo, Frau, Battocchio, Ronchetti, Mariani, Fico, Esposito, Longo.Allenatore: Pierangeli Arbitro: Luca Colombo di SergnoAssistenti: Emanuele Donati di Cinisello, Vitantonio Diviccaro di Milano Reti: 47′ Barbuiani, 64′ Bertuetti Fabrizio Volontè per Caronnese Women Grazie ad Antonio Luongo del contributo IL PHOTO REPORT DELLA PARTITA

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WOMEN VINCENTI CONTRO L’ATLETICO URI: IL RACCONTO DI UN VIAGGIO IN SARDEGNA

Un viaggio che non si limita a portarti altrove…… Atletico Uri – Caronnese Women 1-4 – Racconto del viaggio in Sardegna Altra trasferta in Sardegna, la terza della stagione, per la quattordicesima giornata del campionato di Serie C femminile, è un viaggio che non si limita a portarti altrove, ma ti costringe a lasciare qualcosa indietro e a prendere qualcosa di nuovo. La giornata comincia prima della giornata. E come sempre, si parte all’alba: quando il mondo è ancora sospeso, quando le strade sono silenziose e le luci degli aeroporti sembrano fari di un porto antico. I viaggi in Sardegna hanno sempre un sapore diverso. Non sono semplici viaggi: sono piccole avventure che cominciano prima ancora di scendere in campo. All’aeroporto, tra luci fredde e annunci metallici, la squadra incrocia un’altra spedizione: una squadra giovanile maschile Under 16, anche loro diretti verso l’isola. Hanno quell’energia nervosa delle prime avventure lontano da casa. Ci si scambia un sorriso, un cenno, un “buona partita” che sa di complicità tra viaggiatori. Li ritroveremo più volte, come personaggi ricorrenti di un poema: al gate, a pranzo, e infine nel ritorno, quando ognuno porta con sé la propria battaglia. Il volo decolla e attraversa un cielo che cambia colore e scenario come un sipario teatrale. Quando l’aereo scende verso Alghero, la nebbia lascia spazio alla pioggia: una pioggia che non è semplice pioggia, è un presagio, un sipario d’acqua che accompagnerà ogni passo della giornata. La squadra si muove verso Sassari, e il centro storico accoglie le giocatrici con i suoi vicoli stretti, le pietre lucide, le insegne che resistono al vento. Si cammina, si scattano foto, si osservano le vetrine, ci si ferma davanti ad un’edicola in cerca di novità, si entra nei bar per un caffè caldo, si ascolta il rumore dei passi sui ciottoli.C’è chi chiede indicazioni alla ricerca della dea bendata, chi cerca un segno di fortuna, chi invece si affida alla religiosità, come se ogni viaggio avesse bisogno di un piccolo rito. Quando si avvicina l’ora del pranzo, la squadra si raccoglie in un salone che diventa un piccolo mondo. C’è chi si stende sui divani come un marinaio dopo una lunga traversata, chi chiude gli occhi per un sonno leggero, chi sprofonda in un riposo totale, c’è chi crea e gioca a carte; chi studia; chi legge il ventitreesimo capitolo del libro di Jennifer Armentrout, “La guerra delle due regine”, come se anche quella fosse una preparazione alla battaglia. Poi arriva il pranzo, e dopo il pranzo arriva il momento che dà senso al viaggio: il campo della partita, della battaglia con l’Atletico Uri. La pioggia non ha mai smesso, anzi: cresce, si infittisce, si unisce al vento, come se volesse misurare la determinazione delle giocatrici. È in questo scenario che la Caronnese scende in campo e scrive il suo canto. Una partita giocata dentro un muro d’acqua, dura e pesante, dove ogni passo affondava e ogni rimbalzo era un’incognita. La Caronnese Women ha saputo trasformare il diluvio in forza: ha imposto ritmo, carattere e qualità, trovando gol pesanti con Codecà e Abati. L’Atletico Uri ha lottato, ha trovato un gol su corner, ma la superiorità delle rossoblù è stata evidente dall’inizio alla fine. È stata una partita di resistenza, di coraggio e di lucidità sotto la pioggia battente. Dopo la gara, quando tutto è stato detto e fatto, la pioggia ha lavato ogni goccia di fatica, il fiato è ancora corto e il cuore ancora caldo, l’Atletico Uri invita la Caronnese al terzo tempo. Un momento semplice, ma prezioso, che la Caronnese conosce bene: anche lei, nelle gare casalinghe, apre sempre le porte alle squadre ospiti, perché il rispetto e la condivisione fanno parte della sua identità tanto quanto il gioco in campo. È un gesto che vale più di mille discorsi: un invito che non chiude solo la partita, ma apre un ponte, unisce, ricorda a tutti che lo sport è battaglia, sì, ma è anche incontro. Ed è lì che accade qualcosa di semplice e bellissimo. Un momento semplice, ma prezioso, un’umanità che resta anche quando labattaglia è finita. Le due squadre, che fino a un’ora prima si affrontavano in campo, si ritrovano attorno a un tavolo. Si scambiano sorrisi, parole, rispetto. La pioggia continua a cadere fuori, ma dentro c’è un calore che non ha bisogno di sole. Poi il ritorno: di nuovo verso l’aeroporto di Alghero, la pioggia accompagna ancora, fedele fino all’ultimo. Le luci si riflettono sulle pozzanghere, le valigie, gli zaini scorrono, i passi sono stanchi ma soddisfatti. Sul volo di ritorno ognuna ritrova il proprio silenzio: c’è chi dorme, chi guarda fuori, chi ripensa ai gol, chi sente ancora il rumore della pioggia nelle orecchie. Il viaggio si conlude, la Caronnese Women ritorna verso le proprie basi, con il suo pensiero, la sua stanchezza, il suo sorriso. E così si chiude la giornata: con un’alba che sembrava un regalo, una nebbia che sembrava un sogno, una pioggia che sembrava un destino, e una vittoria che sembrava scritta da tempo. Antonio Luongo IL PHOTO REPORT DELLA PARTITA

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CANTO DELLA PIOGGIA E DEL GIAGUARO

Sotto una pioggia incessante la Caronnese domina: tripletta del “Giaguaro” Codecà e gol di Abati In quel giorno di campionato, quando il cielo di Sardegna decise di aprire le sue porte e versare acqua senza tregua, nacque una battaglia deigna degli annali.La pioggia non fu semplice pioggia: fu un esercito di gocce, un tamburo costante, un velo che avvolgeva il campo e metteva alla prova coraggio, forza e destino. Cronaca:Atletico Uri – Caronnese Women 1-4La 14ª giornata del campiona di Serie C femminile si gioca in condizioni estreme: una pioggia continua fin dal primo minuto, diventata via via più intensa, accompagna ogni azione, ogni scivolata, ogni rimbalzo imprevedibile. In questo scenario la Caronnese Women mostra personalità, ordine e grande concretezza, imponendosi 1-4 sul campo dell’Atletico Uri. Primo tempo La gara si accende subito nonostante il campo pesante: al 2’ Dubini sfonda sulla destra e mette un cross insidioso, con Codecà anticipata all’ultimo. L’Uri risponde al 3’ con Pitittu che approfitta di un rimbalzo veloce sul terreno bagnato e si presenta sola davanti a Schianta, bravissima a intuire e deviare. Al 6’ la Caronnese passa: lancio perfetto di Gino che taglia la difesa, il “Giaguaro” Codecà s’infila tra le maglie sarde e batte Mudadu con freddezza. È lo 0-1, sotto una pioggia che comincia già a farsi più fitta. L’Uri prova a reagire, ma Schianta è sempre attenta. Al 20’ arriva il raddoppio: ancora Codecà, che dopo una prima conclusione respinta da Mudadu ribadisce in rete per lo 0-2. Il campo diventa sempre più scivoloso e la partita si apre: al 40’ l’Uri accorcia con un colpo di testa di Soro su calcio d’angolo. Ma la Caronnese ristabilisce subito le distanze: al 42’ cross di Girolamo dalla sinistra e terzo sigillo di Codecà, ancora di testa. Si va al riposo sull’1-3, con la pioggia ormai battente. Secondo tempo La ripresa si gioca in condizioni quasi proibitive: il pallone rallenta, schizza, cambia direzione. Al 57’ la Caronnese trova il poker: punizione potente di Pellegrinelli dai 25 metri, Mudadu respinge come può sul terreno viscido e Abati è rapidissima a ribadire in rete. L’Uri prova a reagire con Pitittu e Meloni, ma la precisione è condizionata dal campo pesante. La Caronnese controlla e sfiora più volte il quinto gol: Girolamo impegna Mudadu (76’), Abati conclude fuori (78’) e al 89’ la “Pistolera” Pellegrinelli colpisce una traversa clamorosa. Dopo 90 minuti sotto un’autentica cascata d’acqua, il direttore di gara fischia la fine: Caronnese vittoriosa e convincente. FORMAZIONI:Atletico Uri: Mudadu, Niyomchai, Gervasi, Soro, Bitti, Chiesa, Virdis, Arca, Manos, Congia, Pitittu.A disposizione: Govoni, Paba, Bennett, Padovano, Pala, Fois, Tidore, Lorega, Meloni.Allenatore: Spanu Caonnese Women: Schianta, Dubini, Gola, Gino, Lozza, Girolamo, Abati, Marini, Badiali, Pellegrinelli, Codeca.A disposizione: Mazzon, Diefenthaeler, Filice, Manea. Bufano.Allenatore: Marsich. Arbitro: Alessio Nonna di SassariAssistenti: Vincenzo Doria di Alghero, Claudio Salaris di Alghero. Reti: 6′ 20′ 42′ Codecà, 40′ Atletico Uri, 57′ Abati Fabrizio Volontè per Caronnese Women Grazie ad Antonio Luongo del contributo IL PHOTO REPORT DELLA PARTITA

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LE GUERRIERE DI CARONNO SCATENANO LA TEMPESTA: NOVE COLPI, UN’UNICA ANIMA

La Pistolera apre il varco, il Giaguaro danza, Scorpion incanta, Fire Foot incendia, Girolamo chiude: la Tharros cade sotto l’assalto delle Guerriere La dodicesima giornata non è stata una partita: è stata una dichiarazione. La Caronnese Women è entrata in campo con il passo delle squadre che non chiedono permesso, che non aspettano il destino: lo costruiscono. E lo fanno insieme. Dopo due minuti il cielo si apre: Pellegrinelli, la Pistolera, arma il destro dai venti metri e spara sotto la traversa. È il segnale. È l’inizio della marcia. Codecà, la predatrice dell’area: Marini la vede, la serve, lei controlla e colpisce. Una, due, tre volte. Ogni pallone che passa dalle sue parti diventa minaccia, ogni movimento un presagio. Pellegrinelli, ancora lei: la regina delle punizioni. Dai 25 metri, chirurgica. La palla non viaggia: decide. E decide che è 4-0. Scorpion Marini: danza e colpisce. Al 40’ la difesa Tharros vede solo ombre: dribbling, serpentina, inganno, poi il colpo. Un gol che non si segna: si scolpisce. Fire Foot Filice: velocità, coraggio, famePrima scappa via e brucia il portiere.Poi, sul secondo palo, trova la zampata che solo chi vive l’area come territorio sacro può trovare. Girolamo, la sentenza dal dischetto. Codecà viene falciata, il direttore indica il punto fatale. Girolamo avanza, respira, guarda la porta.E firma il 9-1 con la freddezza delle leader. La Caronnese non ha solo segnato nove gol. Ha costruito un’identità. Ha mostrato un calcio fatto di coraggio, tecnica, pressing, fantasia. Ha trasformato ogni giocatrice in un simbolo, ogni azione in un racconto. E quando al 93’ il sig. Secchi fischia la fine, non chiude una partita: chiude un capitolo di una storia che questa squadra sta scrivendo con inchiostro rosso e blu. 12ª GIORNATA SERIE C FEMMINILE (GIRONE A) CARONNESE WOMEN – THARROS 9-1 PRIMO TEMPO 2’ – 1-0 CARONNESELa gara si sblocca subito: Dubini–Manea–Dubini, verticalizzazione perfetta per la Pistolera Pellegrinelli che controlla, avanza e dai venti metri lascia partire un destro sotto la traversa. Capolavoro. 6’ – Occasionissima per Codecà su servizio di Marini, ma il controllo lungo le toglie il tempo del tiro. 7’ – 2-0 CARONNESEMarini illumina, Codecà controlla e stavolta non sbaglia. Raddoppio. 11’ – 3-0 CARONNESEAzione devastante di Pellegrinelli sulla destra: salta due avversarie e serve a centro area Codecà che firma la doppietta personale. 13’ – Prima sortita Tharros: buona azione corale, tiro dal limite fuori. 14’ – Punizione centrale da 25 metri per la Tharros, Schianta blocca sicura. 18’ – Diagonale ospite, ancora Schianta attenta. 19’ – Cross splendido di Dubini per Codecà, anticipata per un soffio dal portiere in uscita. 24’ – Tharros pericolosa con un tiro angolato, Schianta vola e devia. 27’ – Manea sfonda a destra e crossa, il portiere ospite sventa. 30’ – Cambio gioco di Barbini per Dubini: ingresso in area e pallonetto perfetto, ma la traversa nega il gol. 33’ – 4-0 CARONNESEPunizione dai 25 metri: la Pistolera Pellegrinelli calcia con precisione chirurgica e infila il poker. 36’ – Primo angolo Caronnese: Pellegrinelli per Dubini, colpo di testa fuori di poco. 35’ – Tiro svirgolato della Tharros. 37’ – Marini inventa per Badiali, tiro potente deviato sopra la traversa dal portiere. 38’ – Secondo angolo Caronnese, palla perfetta di Pellegrinelli, Codecà manca l’impatto per centimetri. 39’ – Barbini ci prova dal limite, palla fuori. 40’ – 5-0 CARONNESEGol spettacolare di Scorpions Marini: dribbling ubriacante in area e conclusione vincente. 41’ – Badiali serve Dubini, tiro alto. 43’ – Azione manovrata splendida della Caronnese, conclusione di Manea fuori di poco. SECONDO TEMPO 47’ – De Vivo, appena entrata, scappa sulla destra e crossa, il portiere anticipa tutte. 47’ – Punizione Tharros, Schianta para. 53’ – 6-0 CARONNESERecupero palla Marini–Girolamo, palla a Codecà che lancia Fire Foot Filice: scatto, dribbling sul portiere e gol. 55’ – Pellegrinelli calcia alto. 56’ – Cross perfetto di De Vivo per Codecà, colpo di testa fuori di un soffio. 63’ – 7-0 CARONNESEAngolo di Pellegrinelli sul secondo palo, Fire Foot Filice si avventa e trova la zampata dell’8-0. 65’ – Tiro di Donilova (Tharros) fuori. 66’ – Filice serve Codecà, tiro rimpallato due volte. 67’ – Dalmedico calcia, Schianta devia in angolo. 68’ – Primo angolo Tharros. 69’ – De Vivo per Codecà, tiro respinto dalla difesa. 70’ – Cross Tharros, colpo di testa di Sanna fuori. 72’ – Terzo angolo Caronnese. 75’ – 8-1Cross dalla sinistra della Tharros, deviazione sfortunata e autorete. 75’ – Doppia conclusione Caronnese (Filice e Codecà), entrambe respinte. 82’ – 9-1 CARONNESEMarini serve in area Codecà che salta un’avversaria e viene atterrata: rigore. Dal dischetto Girolamo è glaciale. 85’ – Donilova calcia alto da buona posizione. 91’ – Punizione millimetrica di Girolamo, palla che attraversa l’area senza deviazioni. 93’ – Dopo tre minuti di recupero, il sig. Secchi di Gallarate fischia la fine: Caronnese travolgente, Tharros battuta 9-1. ELOGIO ALLA THARROS – LE GUERRIERE VENUTE DAL MARE Ci sono squadre che, anche quando il risultato non sorride, meritano rispetto.La Tharros è una di queste. Sono arrivate dalla Sardegna attraversando il mare, il vento, la distanza.Sono arrivate con una rosa ridotta, ferita da squalifiche pesanti e – per loro – ingiuste, figlie di un derby teso come Tharros–Torres.Eppure non hanno cercato scuse.Non hanno abbassato lo sguardo.Non hanno rinunciato al campo. Hanno giocato con onore, con impegno, con quella dignità sportiva che non si compra e non si improvvisa.Ogni pallone rincorso, ogni diagonale, ogni ripartenza, ogni parata è stata un atto di coraggio.Una squadra che non si è mai sciolta, nemmeno quando la partita ha preso una direzione chiara.Una squadra che ha continuato a provarci, a tirare, a costruire, a difendere la propria maglia. La Caronnese ha vinto con merito, ma il calcio insegna che il valore non sta solo nei gol segnati:sta anche nella resistenza, nella lealtà, nella presenza. E la Tharros, oggi, ha dimostrato tutto questo. Perché non tutte le battaglie si vincono nel risultato.Alcune si vincono nel modo in cui si resta in piedi. Onore alla Tharros.Onore a chi non smette di

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LA CARONNESE WOMEN SI RACCONTA IN RADIO

Il Presidente delle Women Riccardo Gioia e la team manager Milena Ambrosoli ospiti di Radio Orizzonti per raccontare i progetti e la realtà del calcio femminile a Caronno I colori rossoblu della Caronnese Women lunedì 26 gennaio sono stati ospiti di Radio Orizzonti. Durante la trasmissione sportiva “Matchpoint” con Agostino Masini e Paolo Reinoldi sono stati affrontati tutti i temi chiave del progetto calcio femminile a Caronno Pertusella.  Dal campo alla progettualità, la Caronnese Women è un altro tassello del mondo Esg a cui la società rossoblu tiene moltissimo dall’arrivo della nuova proprietà che dal 2023 guida la Caronnese. Clicca qui per ascoltare la registrazione dell’intervista a Riccardo Gioia – vicepresidente- e Milena Ambrosoli -direttore sportivo – della Caronnese Women. Fabio Donolato per Caronnese Women

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SEI GOL, MILLE EMOZIONI: LA CARONNESE WOMEN ACCENDE TORINO

Rimonta, sorpasso, contro-sorpasso: Abatix dipinge, la Pistolera colpisce Dodicesima giornata – Serie C Femminile, Girone A: Torino – Caronnese 3-3 La dodicesima giornata di Serie C Femminile regala alla Caronnese una sfida che sembra scritta per chi ama il calcio vero: intenso, imprevedibile, pieno di errori che fanno male e di colpi di genio che fanno sognare. A Torino va in scena una partita che non concede pause, un duello continuo tra due squadre che si affrontano a viso aperto, senza risparmiarsi. Le rossoblù entrano in campo con coraggio, costruiscono, creano, soffrono, reagiscono. Vanno sotto, ribaltano, vengono raggiunte, vengono superate, e poi quando tutto sembra scivolare via trovano dentro di sé quella scintilla che appartiene solo alle squadre con un’identità forte. Una scintilla che ha il volto e il piede della “Pistolera”, ma che nasce dal lavoro di tutte. Una partita che è stata un’altalena emotiva, un romanzo in tre atti: coraggio, errori, colpi di genio e un finale che profuma di carattere puro. Un 3-3 che pesa, che parla, che dice molto più del punteggio. Primo tempo La Caronnese parte con personalità. Al 3’ Pellegrinelli pennella una punizione in area per Dubini, ma il portiere granata blocca.Al 7’ Gino libera l’area con decisione, la palla arriva ancora a Pellegrinelli che lancia sulla destra Manea: dribbling secco, cross teso, ma nessuna compagna riesce a deviare. Al 13’ le rossoblù costruiscono una combinazione splendida: Marini–Pellegrinelli–Codecà–Manea, poi ancora Marini che prova la conclusione di prima ma non trova l’impatto giusto. Il Torino risponde con un tiro alto al 15’ e un tiro-cross al 17’. Al 21’ Marini illumina: filtrante che taglia la difesa e manda Codecà davanti al portiere, che però sul tiro riesce a salvarsi. Tra il 22’ e il 24’ il Torino colleziona quattro corner consecutivi. Sul secondo arriva una traversa pesantissima. Al 26’ le padrone di casa passano: Berbotto approfitta di un’incertezza difensiva e da posizione defilata sorprende Schianta.Il Torino continua a spingere e al 30’ conquista il quinto angolo. La Caronnese reagisce: al 33’ Dubini crossa dalla destra, ma Codecà non riesce a colpire.Al 37’ arriva il pareggio: Pellegrinelli, la “Pistolera”, lascia partire una fucilata da lontano che si infila imparabile. Un gol che cambia l’inerzia. Al 42’ ancora Pellegrinelli, servita da rimessa laterale di Dubini, calcia di sinistro ma senza potenza.Il sorpasso però è nell’aria e arriva al 44’: Abati, “Abatix”, disegna una traiettoria d’autrice, un tiro che sembra pittura più che calcio trasformando il campo in una tela capolavoro.Caronnese avanti 1-2 all’intervallo. Secondo tempo La ripresa si apre con due tentativi Caronnese: Pellegrinelli al 46’ e Codecà al 47’, che prova un pallonetto elegante ma alto. Al 48’ il Torino trova il 2-2 con Bazzocchi, sfruttando un errore difensivo.La Caronnese reagisce subito: Abati calcia fuori al 49’, e al 51’ Codecà si presenta sola davanti al portiere ma si fa respingere la conclusione. Il Torino risponde al 56’ con un tiro fuori. Al 64’ arriva il primo angolo Caronnese. Al 71’ granata ancora alte, tiro sopra la traversa. Al 72’ occasione enorme per Codecà: si libera, calcia con decisione, ma Nolfo compie un intervento decisivo. Al 73’ punizione di Pellegrinelli che sfiora il palo. All’82’ secondo angolo Caronnese. Un minuto dopo, al 83’, Barbini mette un cross perfetto per Dubini che tenta un mezzo tocco spettacolare, ma la palla finisce alta. All’85’ il Torino torna avanti: Saito, quasi dal fondo, mette un cross che prende una traiettoria imprevedibile e supera Schianta. 3-2. La Caronnese però non muore mai. Al 87’ Codecà calcia alto, ma la squadra resta lì, con la testa e con il cuore. E al 91’, nel primo dei quattro minuti di recupero, la scena torna alla sua protagonista: Pellegrinelli danza, mira, colpisce. Un tiro che illumina la notte e vale il 3-3. Un gol di carattere, di istinto, di leadership. L’ultima emozione arriva al 94’: punizione di Pellegrinelli, la difesa del Torino libera e il direttore di gara fischia la fine. Una Caronnese che ha mostrato qualità, creatività, resilienza. Una squadra che sa soffrire, sa colpire, sa rialzarsi. Una partita che racconta più di un risultato: racconta un’identità. Formazioni: TORINO: Nolfo, Caffaratto, Musso, Calautti, Municchi, Bodini, Altafin, Gonnet, Bazzocchi, Berbotto, Dolza Cogni. A disposizione: Salut, Tamagnone, Degani, Battaglia, La Sala, Ferrara, Saito,Tundo, Munafò. Allenatore: Francini CARONNESE: Schianta, Gola, (56’ Diefenthaeler) Dubini, (86’ Filice) Gino, Bufano, Abati, Marini,( 61’Barbini) Badiali, Pellegrinelli, Manea A disposizione: Mombelli, Barbini, Girolamo, De Vivo, Diefenthaeler, Lozza, Filice. Allenatore: Marsich Arbitro: Manuel Trinchera Collegno Assistenti: Carlo Bellini Torino, Luciano Pollaccia Torino Marcatori: 26’ Berbotto, 37’ Pellegrinelli, 42’ Abati, 47’ Bazzocchi, 85’ Saito, 91’ Pellegrinelli Ammoniti: 38’ Pellegrinelli Fabrizio Volontè per Caronnese Women Grazie ad Antonio Luongo del contributo IL PHOTO REPORT DELLA PARTITA

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